Un campus internazionale sulla sostenibilità ambientale a Minori

The Green We Make – Erasmus+

36 giovani della Bielorussia, Moldova, Ucraina, Romania, Spagna e Italia per dieci giorni (14-24 luglio 2018) hanno esplorato cosa significa “sostenibilità ambientale”. Hanno abbandonato la tecnologia e si sono immersi nella natura della Costiera amalfitana, esplorando le diverse possibilità di attività giovanili stando all’aperto. Con uno stile di vita più sano e sostenibile, con qualche “tuffo nel passato” ripercorrendo i diversi giochi di società all’aperto che un tempo si usavano fare in diverse parti del mondo. Ilcampo baseera la scuola elementare del comune di Minori che aveva organizzato insieme all’associazione ACARBIO questo scambio giovanile all’interno del programma Erasmus+.

L’età dei partecipanti è stata dai 16 ai 22 anni, con i team leader anche trentenni: un range che ha permesso di affrontare più temi e più problematiche. Così come la diversità culturali dei componenti del campus, che hanno permesso di arricchire e fare nuove esperienze, poi trasmesse all’interno delle varie organizzazioni internazionali. Entusiasta di questo progetto il sindaco Andrea Reale che ha voluto presentare il gruppo e il progetto durante i giorni dedicati a Santa Trofimena, facendo conoscere i ragazzi alla cittadina con una presentazione sul palco dei festeggiamenti. Un bel benvenuto che ha fatto sentire subito a casa.

Un’esperienza intensa è stata sicuramente quella di vivere un’intera giornata, inclusa la notte, in campeggio sulle alture del Monte Forcella, presso il Convento di San Nicola, altro luogo simbolo di Minori. E tutto ciò significa preparazione e affiatamento del gruppo, adattamento e spirito di sacrificio, non avendo nessuna comodità a disposizione. Tutte attività che hanno dato vita e concretezza a concetti che riguardano lasostenibilità ambientale”: dal rispetto per la natura, a come si monta una tenda, a quali sono le regole da seguire per andare in montagna, a come fare a far avvicinare altri giovani all’ambiente e a farli appassionare, all’organizzazione di attività di volontariato a favore della comunità. E sicuramente il verde della Costiera amalfitana ha aiutato molto in questo compito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *