Paesaggi terrazzati in Costiera Amalfitana

In Costiera Amalfitana, come negli altri Paesi dell’Italia ed Europa, i paesaggi terrazzati rappresentano una risorsa di sostenibilità e conservazione dell’ambiente.

I terrazzamenti sono ecologicamente, socialmente, culturalmente ed economicamente importanti. Non solo sono altamente produttivi dal punto di vista agricolo, hanno anche un valore ambientale, storico ed eventualmente estetico-percettivo, che funge da attrazione turistica. Per molte centinaia di anni, l’agricoltura era la maggiore fonte di reddito della regione. Oggi, l’agricoltura viene quasi trascurata accanto al turismo- essendo esso stesso un’attrazione turistica.

I paesaggi terrazzati sono il risultato dell’adattamento alle difficili condizioni topografiche come sono i Monti Lattari, la catena montuosa della Penisola di Sorrento, su cui giace la Costiera Amalfitana. La prima referenza sui paesaggi terrazzati risale al 1012, quando i Ravellesi costruivano terrazze da muretti a secco, solo da terra e pietre. Loro non sono solo impermeabili all’acqua, ma anche agli insetti e piante di roccia (muschi e licheni) possono sopravvivere in mezzo a loro. Il sapere agricolo si è tramandato immutato nei secoli, le pratiche di oggi sono le stesse di quelle tramandate dall’ XI-XII secolo.

Le piante che puoi trovare nei giardini terrazzati sono divisi in tre livelli:

gli agrumi, gli olivi, i castagni, i mandorli, noci, vigneti, e i vegetali che crescono ai piedi degli alberi e piante. Con molte diversità le famiglie contadine erano quasi completamente sufficienti. Molti, ma non tutti i terrazzamenti sono determinati da muri di pietra. Sono elementi importanti dei terrazzamenti, insieme con le vie d’acqua di canali e pozzi, che non solo guida l’acqua in discesa ma anche riconquistare una parte per scopi agricoli.

Così, questo tipo di agricoltura incontra molte difficoltà. L’abbandono agricolo così come lo sviluppo urbano guida a una distruzione di questi paesaggi. Il desiderio per costi ridotti ha causato l’uso di fertilizzanti chimici e cemento impermeabile all’acqua per ricostruire muri, che alla fine distrugge non solo i terrazzamenti, ma anche l’ambiente. Può portare a inondazioni e così rappresenta anche un pericolo per le comunità locali.

Finalmente, l’abbandono di questi paesaggi significa anche un decremento nell’economia dell’area. Ci sono molto ragioni per tornare a quella forma di agricoltura tradizionale.

Quindi qual’è il prossimo passo? Ci sono ancora un po’ di artigiani e esperti che praticano e hanno competenze sulla manutenzione e ricostruzione dei muretti a secco. Così è importante farlo conoscere alle giovani generazioni a conservare e mantenere le costruzioni corrette così come i canali d’acqua che sono parte dell’infrastruttura delle terrazze, per prevenire frane e allagamenti. Altre forme di supporto potrebbero includere anche i sussidi per il recupero dell’agricoltura come iniziative ed educazione ambientale, molti come corsi di formazione per suscitare l’interesse dei giovani per il mantenimento. Un mix di conoscenze tradizionali e nuove fonti di reddito rispettose dell’ambiente può migliorare le condizioni economiche della Costiera Amalfitana.

Il lavoro di Acarbio e le iniziative sono centrate intorno alla protezione di questi antichi paesaggi culturali. ncludono le iniziative MAB, il progetto pomodoro Re Fiascone, la comunità dei terrazzamenti apre il progetti di mappatura MAPTER, il premio per l’ambiente Francesca Mansi, e molto altro.

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