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	<title>Italy &#8211; Acarbio</title>
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		<title>Storia della pizza di Tramonti, un patrimonio da preservare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2018 10:18:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-501 aligncenter" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/pizza-con-fiascone.jpg" alt="" width="425" height="239" srcset="https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/pizza-con-fiascone.jpg 1065w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/pizza-con-fiascone-300x169.jpg 300w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/pizza-con-fiascone-768x432.jpg 768w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/pizza-con-fiascone-1024x576.jpg 1024w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">L&#8217;associazione ACARBIO non solo si occupa di salvaguardia della biodiversità, ma da sempre cerca di preservare anche le tradizioni e le arti del territorio di Tramonti e della Costiera amalfitana. Non a caso la mission dell&#8217;associazione è quella di istituire una Riserva MAB UNESCO, dove l&#8217;elemento umano è in armonia con quello ambientale. Ecco perché tra le nostre attività ci sono anche progetti di valorizzazione e divulgazione legati alle tradizioni locali, tra cui quella della <strong>Pizza di Tramonti </strong>(una delle due scuole di pizza, insieme a quella della pizza napoletana), che può vantare una storia antica e che ha visto nascere su questo territorio tantissimi abili artigiani della pizza che nonostante le numerose migrazioni sono rimasti fortemente legati alle loro origini. Si può tranquillamente affermare che la città di Tramonti ha avuto il pregio di far conoscere la pizza in tutto il mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT"><img decoding="async" class="size-full wp-image-1367 alignleft" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/sea-ships.png" alt="" width="281" height="134" />La &#8220;storia della pizza&#8221; comincia dal lontano <strong>Medioevo</strong>, da quando i numerosi forni rurali di Tramonti sfornavano a pieno ritmo il <strong>pane biscottato</strong> per rifornire le navi della <strong>Repubblica Marinara di Amalfi</strong>. Questo tipo di pane, che si faceva al impasto con il lievito madre (cioè, la lievitazione venne ottenuta attravero un lievito sulla base di batterie e lievito di birra), era ideale per i lunghi viaggi in mare, in quanto poteva durare per mesi grazie alla doppia cottura che consentiva la disidratazione completa del pane, che poi veniva reidratato nell&#8217;acqua di mare prima di essere consumato. Ed è in questo contesto che nasce <strong>la prima &#8220;pizza&#8221;, la pizza antica</strong>. Infatti nei giorni di panificazione, per portare i forni alla giusta temperatura, prima di infornare il pane si usava preparare una panella di farina di segale, miglio e orzo che veniva consumata appena sfornata, insaporita con spezie e lardo. Alla fine del 1400, grazie ai privilegi che <strong>Ferdinando I di Aragona</strong> conferì agli abitanti di Tramonti come ricompensa per averlo aiutato durante la battaglia contro gli Angioini nel 1480, i traffici con Napoli si intensificarono e consentendo ai tramontani di esportare a condizione più vantaggiose i loro prodotti, tra cui il pane biscottato, e la panella condita, che successivamente verrà conosciuta come <strong>pizza. </strong> E&#8217; in questo contesto che Napoli conobbe per la prima volta questa nuova tradizione culinaria, che fu l&#8217;antica pizza, che col tempo diventerà anche un suo elemento distintivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Negli anni la tradizione si è rafforzata: tra la fine dell&#8217;Ottocento e gli inizi del Novecento, la maggior parte delle famiglie, aveva in casa il forno a legna per fare il pane biscottato di farina di grano integrale; ogni qualvolta si preparava la famosa “cotta di pane”, era un rito fare la pizza con lo stesso impasto e veniva condita con pomodori sponsilli (tenuti in conserva sotto i porticati) o <strong>pomodori <a href="http://www.refiascone.it/">Fiascone</a></strong> (le cui coltivazioni si diffusero in quell&#8217;epoca favorita dalla particolare fertilità dei terreni), con olio di oliva, aglio, origano, sugna e anche qualche cubetto di lardo. In alcuni casi veniva condito anche con un formaggio fresco simile al primo sale, dalla consistenza di una <strong>mozzarella</strong>, prodotto con il latte delle vacche che ogni famiglia possedeva.  La pizza così preparata veniva cotta prima del pane, nel forno senza brace e senza fiamma. A Napoli si sviluppava la famosa pizza napoletana.</span></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-1368 aligncenter" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/paneforno.png" alt="" width="374" height="249" srcset="https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/paneforno.png 374w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/paneforno-300x200.png 300w" sizes="(max-width: 374px) 100vw, 374px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">&#8220;<strong>Marechiaro</strong>&#8220;, che negli anni sessanta aprì le porte ad un grande esodo da Tramonti verso tutte le città del Nord Italia. Fu in questo modo che si diffuse la <strong>professione del pizzaiolo e che la storia della pizza è entrata in una nuova era</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">La grossa passione di queste persone, unite ad un arte di fare la pizza assolutamente unica e diversa dalla scuola napoletana, cioè quella della Pizza di Tramonti, ha consentito l&#8217;apertura di <strong>oltre tremila tra pizzerie e ristoranti</strong>, spesso usando ancora l&#8217;antico lievito madre portata dal paese nativo per l&#8217;impasto della pizza. Questi posti sono diventati luoghi di diffusione della qualità delle produzioni agricole e prodotti tipici di Tramonti, in Italia e nel mondo.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1369 aligncenter" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/pizzaiolo.png" alt="" width="510" height="176" srcset="https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/pizzaiolo.png 510w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/pizzaiolo-300x104.png 300w" sizes="auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Tutto questo patrimonio di conoscenze e di tradizione necessità però di essere preservato dalle selvagge leggi della globalizzazione, per far si che resistano nel tempo e possano ancora rappresentare un&#8217;opportunità per le nuove generazioni e per lo sviluppo del territorio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1370 alignleft" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/Deco.png" alt="" width="89" height="83" />In tal senso nel 2010, il comune di Tramonti ha completato l&#8217;iter per la <strong>De. Co.</strong>(denominazione comunale) per la Pizza di Tramonti, diventando l’unico comune Italiano ad avere questo riconoscimento. La nascita della denominazione comunale vuol dire offrire un certificato di garanzia contro le imitazioni, per tutelare il diritto dei consumatori di gustare prodotti di qualità e per tutelare il nostro paese da imitazioni che ne danneggiano l&#8217;immagine e l&#8217;economia: si tratta, quindi, di un vero e proprio certificato di autenticità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">La mozzarella tradizionale &#8220;Fior di Latte&#8221; di Tramonti ha importanza anche in questo contesto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">A rafforzare l&#8217;unicità della Pizza di Tramonti, l&#8217;associazione ACARBIO è riuscita anche nell&#8217;intento di recuperare l&#8217;antico <strong>pomodoro fiascone</strong>, noto sin dalla fine del XIX come pomodoro <strong>Re Umberto</strong> (in onore di Re Umberto I di Savoia) che veniva utilizzato per condire le prime pizze ma che con gli anni era andato quasi completamente perduto, diventando introvabile. Proprio nel 2015, grazie ad un progetto di recupero dell&#8217;antica semente custodita ancora da alcuni contadini della zona, ACARBIO ne ha promosso la ridiffusione, la messa a produzione e trasformazione, per l&#8217;avvio di un progetto di sviluppo sostenibile e rilancio economico di Tramonti e delle aree limitrofe della Costiera amalfitana. Da questo progetto è nato un vero e proprio prodotto di eccellenza sotto l&#8217;etichetta &#8220;<a href="http://www.refiascone.it/">Re Fiascone</a>&#8220;.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1366 aligncenter" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/refiascone.png" alt="" width="656" height="181" srcset="https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/refiascone.png 656w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/08/refiascone-300x83.png 300w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></p>
<p><span lang="IT">Già molti ristoranti e pizzerie originarie di Tramonti hanno accolto con entusiasmo il recupero del pomodoro Fiascone, comprendendone il grande potenziale in abbinamento con l&#8217;antica tradizione della Pizza, dando vita ad un progetto che da la possibilità di crescita sia al loro territorio natio, rinsaldando ulteriormente il legame con esso, sia a tutti prodotti di qualità che esso esporta, quali proprio la Pizza di Tramonti.</span></p>
<p><span lang="IT"> </span></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong><span lang="IT">Per maggiori informazioni sul progetto del pomodoro Fiascone, è possibile approfondire su <a href="http://www.refiascone.it/">www.refiascone.it</a> o scrivendo a <a href="mailto:info@refiascone.it">info@refiascone.it</a></span></strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong><i><span lang="IT">Per arricchire ancora di più la storia della pizza di Tramonti e aiutarci a portare avanti l&#8217;opera di diffusione e preservazione, inviateci anche le vostre testimonianze all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@riservabiosferacostiera.org">info@riservabiosferacostiera.org</a>  .</span></i></strong></p>
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		<title>MAKE IT BLUE: LA NOSTRA IDEA DI SPIAGGIA LIBERA</title>
		<link>https://www.acarbio.org/make-it-blue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 05:42:35 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-342 aligncenter" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/make-it-blue-poster-300x217.jpg" alt="" width="332" height="240" srcset="https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/make-it-blue-poster-300x217.jpg 300w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/make-it-blue-poster-768x556.jpg 768w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/make-it-blue-poster.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px" /></p>
<h2><strong>Il progetto: che cos&#8217;è Make it Blue?</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Make it Blue è un progetto ambientale sulla conservazione e valorizzazione delle risorse marine che mira a mantenere le spiagge pubbliche sempre pulite e accessibili a tutti. È un luogo in cui l&#8217;educazione ambientale si svolge grazie all&#8217;aiuto di giovani volontari internazionali che dedicano il loro tempo a cittadini e turisti. Ogni giorno i volontari puliscono le spiagge, e vanno in giro con uno speciale pedalò per ripulire il mare dai rifiuti galleggianti. Si organizzano anche laboratori multilingue per bambini e ragazzi, sei volte la settimana.</p>
<h2><strong>Dove e come?</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è in corso da quattro estati, dal 2015, e si svolge sulla spiaggia libera di Minori, in Costiera Amalfitana (Sud Italia) ed è organizzato da ACARBIO in collaborazione con il comune di Minori e YAP ITALIA (Youth Action for Peace ). Durante questo progetto un gruppo di 10 giovani provenienti da diversi Paesi vivono, mangiano e dormono nella scuola pubblica di Minori per due settimane. Normalmente, ogni progetto ospita quattro campi di lavoro, che significa circa quaranta persone in totale. I giovani hanno così l&#8217;opportunità di aiutare l&#8217;ambiente, mentre scoprono la Costiera Amalfitana e la cultura Italiana, vivendo a contatto con le persone locali e conoscendo anche i problemi che affrontano quotidianamente. Tra i volontari ci sono leader del campo, selezionati e formati da YAP.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-993" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/makeitblue2018.png" alt="" width="1832" height="608" srcset="https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/makeitblue2018.png 1832w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/makeitblue2018-300x100.png 300w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/makeitblue2018-768x255.png 768w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/makeitblue2018-1024x340.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 1832px) 100vw, 1832px" /></p>
<h2><strong>Attività quotidiane e Flashmob</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il nostro team di &#8220;Make it Blue&#8221; è impegnato a pulire il tratto di spiaggia libera di Minori quattro volte al giorno. Ciò significa andare in giro a raccogliere la spazzatura lasciata dai visitatori, separandola in plastica, carta, vetro o misto. L&#8217;elemento più comune che si trova sono purtroppo i mozziconi di sigaretta. Nell&#8217;edizione 2018 sono stati raccolti ben 9.000 pezzi. Per sensibilizzare su questo problema, i volontari hanno preparato flashmob per mostrare ai visitatori e agli abitanti di Minori l&#8217;inquinamento che avviene sulla spiaggia.<br />
Nelle precedenti edizioni del progetto, la squadra aveva a disposizione un pedalò, che veniva usato due volte al giorno, per raccogliere la spazzatura che galleggiava nell&#8217;acqua, con l&#8217;aiuto di alcune reti. Questa azione ha aiutato a evitare che pesci e uccelli marini mangiassero la plastica.<br />
Oltre alla pulizia fatta sulla sabbia e lungo il tratto di mare, il team dalle ore 10 alle 12, è stato impegnato anche in un laboratorio ambientale per bambini, che ha attratto circa una dozzina di bambini ogni giorno. I bambini hanno imparato a identificare la spazzatura e riciclare in un adeguato modo, a riconoscere diversi animali marini e classificarli, sapere come contare o dire la loro età in diverse lingue e praticare il loro inglese con giochi interattivi sotto la tenda di Make it Blue.</p>
<h2><strong>L&#8217;importanza di aumentare la consapevolezza ambientale</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Con questo progetto intendiamo sensibilizzare tutte le persone che visitano la Costiera amalfitana, e i volontari che vi partecipano, sul tema dell&#8217;abbandono dei rifiuti. Ci piacerebbe vedere questo progetto espandersi in altre parti del mondo e insieme rendere il mare più blu!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-980 aligncenter" src="http://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/IMG_3137.jpg" alt="" width="698" height="486" srcset="https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/IMG_3137.jpg 1080w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/IMG_3137-300x209.jpg 300w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/IMG_3137-768x535.jpg 768w, https://www.acarbio.org/wp-content/uploads/2018/07/IMG_3137-1024x713.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 698px) 100vw, 698px" /></p>
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<p>Più informazione:<br />
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Yap Italia  <a href="https://yap.it/">https://yap.it/</a><br />
Comune di Minori  <a href="http://www.comune.minori.sa.it/hh/index.php">http://www.comune.minori.sa.it/hh/index.php</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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