Lo scambio giovanile Erasmus+ “Threads of Change” si è svolto nell’affascinante villaggio rurale di Morigerati dal 15 al 25 ottobre 2025. Il progetto è stato la continuazione del precedente scambio giovanile V.O.G.U.E – Versatile Options for Urban Exchange, che si è svolto in Serbia nell’aprile 2025. Ha riunito giovani partecipanti provenienti da Romania, Turchia, Grecia, Francia e Italia, creando un ambiente di apprendimento multiculturale in cui i partecipanti hanno potuto esplorare e riflettere criticamente sul tema del fast fashion e sul suo impatto sulla società e sull’ambiente.
Attraverso diversi metodi di educazione non formale, come workshop interattivi, discussioni di gruppo, attività creative e sessioni di riflessione, i partecipanti hanno acquisito una comprensione più profonda delle conseguenze ambientali e sociali dell’industria della moda, condividendo allo stesso tempo prospettive provenienti dai propri paesi e dalle proprie comunità.
Il progetto è stato coordinato da ACARBIO, l’associazione principale responsabile dell’implementazione dello Youth Exchange e del coordinamento dei partner internazionali. Le attività si sono svolte a Morigerati, un piccolo villaggio rurale che ha accolto i partecipanti e ha facilitato lo svolgimento del progetto in un contesto rurale.
Le organizzazioni partner includevano SOSYALFONGIRISIM dalla Turchia, Euphoria Youth Lab dalla Grecia, University Association dalla Romania e Association Décou’Verte dalla Francia. I partecipanti hanno inoltre interagito con attori locali, come una tradizionale azienda agricola di olive e istituzioni culturali del villaggio, il che ha permesso loro di comprendere meglio il contesto rurale in cui si è svolto il progetto.
Durante i primi giorni dello scambio, i partecipanti hanno preso parte a varie attività di presentazione, energizer e attività di team building, progettati per aiutarli a conoscersi meglio e creare un’atmosfera di gruppo positiva e cooperativa. Queste attività iniziali sono state importanti per costruire fiducia tra partecipanti provenienti da diversi contesti culturali e per creare un ambiente sicuro in cui tutti si sentissero a proprio agio nel condividere idee ed esperienze.
Man mano che i partecipanti diventavano più familiari tra loro, i giorni successivi si sono concentrati su attività di apprendimento più approfondite legate al tema della moda sostenibile e del consumo responsabile.
Un elemento centrale del progetto è stato rappresentato da laboratori pratici, che hanno permesso ai partecipanti di esplorare alternative al fast fashion attraverso tecniche tessili tradizionali. Hanno partecipato a laboratori di uncinetto e feltratura, guidati da Stephanie e Antonella, appartenenti a un gruppo locale di donne attiviste chiamato “Le Medichesse”, dove sono stati riutilizzati vecchi vestiti e lana raccolta dai pastori locali, materiali che altrimenti sarebbero diventati rifiuti.
Trasformando tessuti scartati e lana naturale in nuovi oggetti fatti a mano, i partecipanti hanno potuto sperimentare come abiti e tessuti possano avere una seconda vita invece di essere gettati via. Questi laboratori hanno incoraggiato la creatività promuovendo allo stesso tempo pratiche sostenibili e circolari.
Lavorando direttamente con i materiali e creando qualcosa con le proprie mani, i partecipanti hanno potuto sperimentare quanto tempo, pazienza e impegno siano necessari per produrre abiti. Questo li ha aiutati a comprendere meglio il valore dei processi di produzione lenti e accurati e a riflettere su quanto siano diversi dai sistemi rapidi e di produzione di massa tipici dell’industria del fast fashion.
I partecipanti hanno inoltre preso parte ad attività incentrate sulla media literacy e sulla comunicazione. In uno dei workshop hanno analizzato note pubblicità di moda e discusso i messaggi che trasmettono, riflettendo su come le strategie di marketing influenzino il comportamento dei consumatori e promuovano l’iperconsumo.
Attraverso discussioni di gruppo ed esercizi di pensiero critico, i partecipanti hanno esplorato come i marchi di moda plasmino le tendenze e incoraggino le persone ad acquistare più vestiti di quanti ne abbiano realmente bisogno.
In seguito a questa attività, i partecipanti hanno creato proprie campagne sui social media con l’obiettivo di sensibilizzare sugli impatti negativi del fast fashion, promuovendo allo stesso tempo alternative più sostenibili come abbigliamento di seconda mano, riciclo e slow fashion. Attraverso questo processo hanno sviluppato non solo capacità di pensiero critico, ma anche competenze pratiche legate alla comunicazione digitale, al lavoro di squadra e alla creazione creativa di contenuti.
Un’altra attività creativa durante il progetto è stata un laboratorio dedicato alla serigrafia, una tecnica di stampa tradizionale basata su stencil. Sotto la guida di Alba Fagnano, presidente di DEEP e artista, i partecipanti hanno imparato a stampare magliette con il logo ufficiale del progetto.
La serigrafia è una tecnica in cui l’inchiostro viene spinto attraverso una rete sottile su una superficie come tessuto o carta. I partecipanti sono stati coinvolti in ogni fase del processo, dalla preparazione dello stencil e dal posizionamento del tessuto fino all’applicazione dell’inchiostro e al completamento della stampa. Le magliette stampate sono diventate un ricordo simbolico del progetto e una rappresentazione delle idee e dei valori che il gruppo ha esplorato insieme.
Durante i dieci giorni, i partecipanti hanno anche avuto l’opportunità di esplorare e conoscere il contesto locale di Morigerati. Il villaggio conta circa 200 abitanti e rappresenta uno stile di vita molto diverso da quello delle grandi città. Situato in un’area naturale protetta che fa parte di una Riserva della Biosfera UNESCO e di un Parco Nazionale, Morigerati offre un ambiente tranquillo e un ritmo di vita più lento, strettamente legato alla natura e alle pratiche tradizionali.
Vivere questa esperienza in un contesto rurale ha permesso ai partecipanti di riflettere più profondamente su sostenibilità, abitudini di consumo e rapporto tra comunità e ambiente naturale.
Durante il soggiorno, il gruppo ha visitato l’Oasi WWF del Bussento, dove è stato guidato da Angelika, che ha introdotto i partecipanti all’ambiente naturale della zona e ha spiegato l’importanza della biodiversità e della protezione dell’ambiente. Durante la visita i partecipanti hanno conosciuto il fiume Bussento, osservato le formazioni delle grotte e visitato l’antico mulino ad acqua utilizzato in passato dagli abitanti del luogo.
Inoltre, hanno imparato a conoscere l’ecosistema locale e gli sforzi compiuti per preservare il paesaggio naturale della regione. Hanno anche visitato il Museo Etnografico di Morigerati, che presenta lo stile di vita e la cultura tradizionale della regione.
Una sezione particolarmente interessante del museo era dedicata alla produzione tessile nel passato. I partecipanti hanno scoperto come i tessuti venissero prodotti tradizionalmente attraverso tecniche manuali e materiali locali, offrendo un interessante confronto con la produzione industriale moderna della moda. Questa esperienza li ha aiutati a comprendere che la produzione di abiti in passato era più lenta, più sostenibile e strettamente legata all’artigianato locale e alle tradizioni comunitarie.
Un’altra visita educativa ha incluso una gita presso una azienda agricola locale di olive, dove i partecipanti hanno imparato da Pina, una residente di Morigerati, i metodi tradizionali di produzione dell’olio d’oliva e le pratiche agricole rurali. Questa attività ha permesso loro di comprendere meglio come le piccole comunità rurali mantengano la produzione alimentare locale e tradizioni agricole sostenibili, vivendo allo stesso tempo un importante aspetto della cultura e dell’economia della regione.
Il processo di apprendimento è stato arricchito anche attraverso materiali audiovisivi e attività di riflessione. Durante il progetto, i partecipanti hanno visto un documentario sulle conseguenze sociali del fast fashion, con particolare attenzione al lavoro minorile in Bangladesh e alle difficili condizioni di lavoro affrontate da molti lavoratori dell’industria tessile globale.
Dopo la visione del documentario, il gruppo ha partecipato a una sessione di riflessione, durante la quale i partecipanti hanno condiviso i propri pensieri e discusso le implicazioni etiche del fast fashion. Questa attività ha incoraggiato i partecipanti a riflettere in modo più critico sul costo umano nascosto dietro i vestiti a basso prezzo e su come le proprie abitudini di consumo possano influenzare i sistemi globali.
https://www.youtube.com/watch?v=LWvOlZ4hPU0
La sera, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di rappresentare i propri paesi durante le serate interculturali. Ogni gruppo nazionale ha preparato presentazioni, video, cibo tradizionale, danze e giochi per condividere elementi della propria cultura con gli altri partecipanti. Queste serate sono state una parte importante dello scambio perché hanno contribuito a rafforzare la comprensione interculturale, incoraggiare la curiosità verso altre culture e costruire nuove amicizie tra i partecipanti.
Questo progetto ha inoltre permesso ai partecipanti di sperimentare la vita comunitaria, aiutando nella preparazione dei pasti, nella pulizia degli spazi condivisi e nell’organizzazione delle attività quotidiane. Hanno imparato a creare squadre, condividere responsabilità e rispettare regole di convivenza, mettendo in pratica anche principi di sostenibilità, come ridurre gli sprechi e risparmiare risorse. Vivere e lavorare insieme in una piccola comunità ha aiutato i partecipanti a sviluppare empatia, cooperazione e rispetto, completando i workshop formali e rafforzando i valori di uno stile di vita consapevole e sostenibile.
Alla fine del progetto, i partecipanti hanno completato i loro certificati Youthpass attraverso un processo di riflessione individuale e di gruppo. Hanno identificato le competenze e abilità sviluppate durante lo scambio, tra cui lavoro di squadra, comunicazione, creatività, comprensione interculturale, pensiero critico e una maggiore consapevolezza delle questioni legate alla sostenibilità.
Al termine dello scambio giovanile, tutti i partecipanti hanno lasciato Morigerati con nuove conoscenze sul fast fashion e sulla sostenibilità, una comprensione più profonda dell’impatto ambientale e sociale dell’industria della moda e idee pratiche da applicare nella vita quotidiana per promuovere un consumo più responsabile e contribuire a un futuro più sostenibile.
Risultati del progetto:
- Sensibilizzazione sul tema del fast fashion
- Conoscenze su come dare una seconda vita ai vecchi vestiti
- Esperienza dello stile di vita rurale in un’area rurale
- Conoscenza e scambio tra diverse culture
- Sviluppo di competenze nei social media
- Pensiero critico riguardo alla pubblicità nel settore della moda
- Promozione del second hand e della slow fashion
- Sviluppo delle capacità di presentazione, comunicazione e lavoro di squadra.
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