POMODORO RE UMBERTO, DETTO “FIASCONE”

Storia di un recupero della biodiversità locale

La Costiera amalfitana è un luogo ricco di storia e paesaggi unici nel suo genere. Ma la ricchezza di questi luoghi consiste anche nel suo immenso patrimonio di biodiversità che spesso rimane invisibile agli occhi di chi la visita. E’ in questo contesto che l’associazione ACARBIO si è adoperata sin dal 2009, nella promozione territoriale, nello sviluppo sostenibile e nelle tematiche ambientali, dedicando una particolare attenzione al recupero di tale biodiversità locale e delle produzioni agrarie a rischio di estinzione.

Grazie a questa costante attività di preservazione e recupero, ACARBIO ha riscoperto molte specie autoctone (frutti, ortaggi, grani, ecc.) che altrimenti sarebbero andate perdute, tra cui un antico ortaggio risalente al XIX secolo e che negli anni è andato scomparendo fino a diventare quasi introvabile: il pomodoro Re Umberto.

LE INIZIE – UN POMODORO DEDICATO AL RE UMBERTO

La storia affascinante di questo pomodoro racconta di come l’origine del suo nome sia un omaggio a Umberto I di Savoia, quando da Re d’Italia visitò Napoli per la prima volta nel 1878. Fu scelta questa varietà in quanto rappresentava l’eccellenza a quel tempo, il re dei pomodori. Conosciuto localmente anche con il nome “Fiascone”, il pomodoro Re Umberto è anche famoso per aver dato origine al pomodoro San Marzano, che altro non è che il risultato dell’incrocio del Fiascone con un’altra varietà di pomodoro.

PERSO NEL TEMPO

Questa varietà è stata coltivata in Italia per oltre un secolo e venduta da tutte le maggiori ditte sementiere (è stato presente nel catalogo Sgaravatti dal 1910 al 1940), ma con il tempo i semi vennero confusi e mischiati con altre varietà, causandone la cancellazione dal registro nazionale e rendendola ancora più difficile da reperire.

Tramonti, in Costiera amalfitana, il pomodoro Re Umberto iniziò ad essere coltivato nei primi anni del ‘900, e i suoi semi vennero diffusi di mano in mano. Ogni famiglia aveva il suo terreno usato per la coltivazione di questo pomodoro, di cui si provvedeva a fare la conserva di pomodori per uso domestico (il termine usato ancora oggi è: “Fare le bottiglie” ). Ma anche qui ha subìto negli anni il declino, soppiantato da altre varietà, fino a quasi perderne la memoria.

IL POMODORO RITROVATO

Alcuni contadini locali hanno però gelosamente custodito questo seme nel tempo e lo hanno donato all’Associazione Acarbio, che si è prodigata a diffonderlo gratuitamente a quanti avessero a cuore la biodiversità rurale dell’area.

Ed è cosi che ACARBIO ha deciso di avviare un progetto di recupero e valorizzazione del “Fiascone” con il lancio di un crowdfunding attraverso la rete dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) della Campania, allo scopo di raccogliere dei fondi che consentissero di recuperare i semi, avviare una prima produzione di pomodori e consentirne la trasformazione. All’attività sul campo, sono state affiancate anche attività di ricerca scentifica per la caratterizzazione del pomodoro con i coinvolgimento del Crea Ort di Pontecagnano che ha anche fornito un supporto tecnico importante agli agricoltori durante tutte le fasi di produzione. Nella fase di trasformazione, ci si è affidati ad una riconosciuta eccellenza campana come l’Impresa Agricola di Sabato Abagnale, che trasforma secondo le antiche tradizioni.

Il risultato di questo progetto è tutto in un prodotto finale di altissima qualità. L’etichetta “Re Fiascone” rappresenta l’avvio di un modello di sviluppo sostenibile per il territorio, che si propone di dare slancio all’economia locale, sostenendo i piccoli contadini custodi e allo stesso tempo salvaguardando il paesaggio terrazzato,  intrecciandosi con altre realtà importanti come la Pizza di Tramonti che potrà rafforzare ancora di più la sua riconoscibilità con l’utilizzo di un condimento a km 0.

l progetto pilota di ACARBIO è stato affidato ad una cooperativa locale che si occuperà di portarlo avanti e farlo crescere.

Per saperne di più sul Pomodoro Re Umberto, detto Fiascone, puoi contattare la cooperativa all’indirizzo email info@refiascone.it o al suo sito www.refiascone.it.

Aiutaci a salvaguardare la biodiversità locale e il territorio che la custodisce.

 

 

 

 

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